Informazioni utili sulla Garanzia dei prodotti

Nessun Commento

Quando si acquista un oggetto che si rivela difettoso, a chi rivolgersi, quali sono le garanzie imposte dalla legge. Ecco alcune risposte per non farsi ingannare (neanche online).

Molti non lo sanno, ma ogni oggetto nuovo che acquistiamo per legge ha una garanzia di due anni. Qualsiasi scusa in senso contrario accampata dai venditori è fasulla.

Con “garanzie post-vendita” s’intende il complesso di tutele che il venditore deve mettere a disposizione dell’acquirente di un bene nel caso in cui questo sia difettoso o non conforme al contratto di vendita.

Per tutelare il consumatore, dal 2005 esiste un Codice del consumo che stabilisce la durata della garanzia (due anni per gli oggetti nuovi, uno per quelli usati) e un termine di contestazione massimo di due mesi dalla scoperta del difetto. Queste norme di garanzie sono inderogabili, sono nulle le clausole contrattuali che escludono o limitano i diritti del consumatore.

Per far valere meglio i propri diritti, è opportuno conservare sempre lo scontrino o la fattura che dimostrano la data d’acquisto. In caso di acquisti particolarmente importanti (un televisore, un computer), sarebbe bene fotocopiare gli scontrini per evitare che la carta termica con la quale sono stampati, deteriorandosi nel tempo, cancelli la data.

Dal momento che troppo spesso commercianti e grandi catene di distribuzione approfittano della scarsa attenzione e conoscenza in materia da parte dei consumatori, il ministero dello Sviluppo economico ha attivato da pochi mesi il sito Guardachetiriguarda.it che ha una sezione interamente dedicata alle garanzie post-vendita.

Su Guardachetiriguarda.it si legge che un bene non è conforme al contratto di vendita se:

• non ha le qualità o le prestazioni abituali dei prodotti dello stesso tipo;

• non corrisponde alle caratteristiche dichiarate in etichetta o nella pubblicità;

• non è idoneo all’uso voluto dal consumatore;

• in caso d’imperfetta installazione.

Il venditore ha l’obbligo di riparare o sostituire l’oggetto. Se la riparazione o la sostituzione non interessa, si può chiedere la risoluzione del contratto, restituire l’oggetto e riavere i soldi

Nel caso in cui il venditore si rifiuti di accettare il bene in riparazione o in sostituzione, può essere denunciato alla polizia municipale o all’Autorità garante della Concorrenza e del Mercato (un modulo di denuncia si può trovare sul sito agcm.it). Prima di passare alla denuncia, è preferibile formalizzare la richiesta di riparazione tramite fax o meglio ancora raccomandata (ma non è un passo obbligatorio).

Il venditore ha l’obbligo di riparare o sostituire l’acquisto “entro un tempo congruo”. Se la riparazione o la sostituzione non interessa, si può chiedere la risoluzione del contratto, restituire l’oggetto e riavere i soldi oppure pattuire uno sconto chiedendo indietro una parte del prezzo pagato (in caso di difetto post uso, ad esempio una camicia che inizia a stingere ).

Sono esclusi dall’applicazione della garanzia di consumo i contratti stipulati tra privati (ad esempio un’auto usata o gli acquisti compiuti da una società o da un’associazione), non essendo qualificabili come persone fisiche. In questi casi la durata della garanzia è di un anno e il termine massimo di contestazione di otto giorni (articolo 1490 del Codice Civile).

Lascia un Commento