La Storia di Sesto Fiorentino

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Il Comune di Sesto, dal latino sextus ab urbe lapis, si sviluppa su una superficie di 49,03 kmq con una popolazione di più di 46.000 abitanti. Lungo la Via Cassia ebbe origine il centro abitato, nel luogo in cui, come evidenziano i ritrovamenti di recenti scavi archeologici, si erano già visti insediamenti etruschi e preistorici. Possiamo oggi ammirare, a testimonianza di questo periodo storico, le tombe a tholos dette della Mula e della Montagnola e alcuni toponimi (il torrente “Zambra” che sembra derivare da un termine etrusco che significava “il fiume dei morti”).

Nel periodo romano, avvalendosi dell’antica via Cassia, la pianura sottostante venne impiegata nella centuriazione, con l’attribuzione dei terreni ai legionari: si ebbero così i primi nuclei abitativi di Sesto. Nello stesso periodo vennero realizzate importanti opere idrauliche, come gli interventi di bonifica e l’acquedotto che alimentava le terme e la colonia di Florentia. Le abitazioni dei contadini costituirono i primi centri abitati, ed attorno ad essi sorsero le prime chiese: la più importante, la Pieve di S. Martino, costituì il fulcro del futuro centro abitato.

Dobbiamo aspettare però l’Anno Mille per assistere ad una trasformazione del territorio di Sesto, che da insediamento agricolo assunse le dimensioni di borgo, come conseguenza di un notevole miglioramento delle condizioni economiche anche della vicina Fiorenza. Nell’età feudale Sesto divenne feudo dei vescovi fiorentini, che oberarono la popolazione di gabelle esose. L’insofferenza e un tentativo di ribellione costò ai Sestesi la scomunica nel 1260.

In seguito all’avvento della Repubblica Fiorentina, necessariamente anche Sesto ne seguì le sorti, governata da un podestà che semestralmente veniva rinnovato: la sede a Sesto era il Palazzo Pretorio, che porta sulla facciate stemmi ed armi dei vari podestà. Il centro di Sesto rimaneva isolato e poco difeso, tanto che, ogni qualvolta un esercito si avvicinava Firenze, esso era destinato a subirne le violenze. Fonti storiche testimoniano che nel 1365 gli abitanti di Sesto scamparono al saccheggio delle truppe di Giovanni Acuto rifugiandosi nel castello di Calenzano. Sesto fu costretto a subire le devastazioni e le crudeltà dei mercenari tedeschi anche durante l’assedio di Firenze; ci furono però alcuni sestesi che combatterono eroicamente a Gavinana, come ad esempio Paolo e Francesco Corsi, e Dante Catellini da Castiglione, che il 1° marzo 1529 affrontò con coraggio e uccise Bertino Aldobrandi, fuoriuscito fiorentino, passato al campo avverso, assumendo la figura di valoroso difensore della Repubblica dall’aggressione dei traditori e degli stranieri.

Nel periodo rinascimentale, Sesto andò progressivamente sviluppandosi, soprattutto in conseguenza di un notevole miglioramento delle condizioni di vita dei suoi abitanti ed in seguito ad un’opera di bonifica del territorio, degli stagni e delle paludi. Molti possessi e dimore acquistati da nobili e ricchi mercanti vennero abbelliti e trasformati in case di campagna e ville con parchi e giardini, costituendo l’attuale patrimonio ambientale e artistico. Ci fu anche la comparsa di osterie, locande ed ospedali per pellegrini sulle grandi vie di comunicazione. L’economia di Sesto fu in prevalenza un’economia di tipo agricolo; esso assunse un importante ruolo nel rifornimento fiorentino con vini, oli e biade; solamente nel 1737 ci fu la nascita della Manifattura di Doccia, ad opera del marchese Carlo Ginori, dando vita così alla produzione di porcellane che tanta importanza avrebbe avuto nella organizzazione economica della città.
Fino alla fine del ‘700 Sesto non ebbe una vera e propria identità rispetto a Firenze; bisognerà aspettare l’Ottocento perché ciò accada, ed è in questi anni infatti che Sesto sviluppa una sua autonomia economica e politica. Si assiste in questo periodo ad un aumento progressivo della popolazione, questo come conseguenza di una graduale crescita del benessere, grazie ad un maggiore sfruttamento delle risorse agricole della piana sempre più bonificata, e ad un veloce progredire delle industrie (soprattutto quella delle porcellane) e dei commerci; da un punto di vista urbanistico la città assume una propria fisionomia (nel 1848 Sesto viene tagliata in due dalla ferrovia Firenze- Prato). Anche la vita politica e sociale conosce in questo periodo un’intensa attività: già il 29 aprile 1799 nella piazza della Chiesa fu piantato “l’Albero della Libertà”. Il 1° maggio 1808, con l’entrata in vigore del Codice Napoleonico, fu abolito il Podestà, che aveva sede nel Palazzo Pretorio, e sostituito col Giudice di Pace. Il 27 luglio 1869 Sesto fu autorizzato ad aggiungere la qualifica di “Fiorentino”. Due anni dopo, precisamente nel giugno del 1871, venne inaugurato l’attuale Palazzo Comunale ad opera del sindaco Daddi. Ma è principalmente nel campo della cultura, dell’istruzione e delle attività sociali che assistiamo alla nascita ed allo sviluppo di associazioni e strutture: verso la metà secolo fu costruito il Teatro Niccolini , nel 1872 fu fondata dal marchese Lorenzo Ginori la Scuola di Disegno, per preparare teoricamente e praticamente le future maestranze della Manifattura di Doccia; il 7 marzo 1869 venne inaugurata la sede della Società per la Biblioteca Circolante; fu costruita la scuola elementare presso il Comune, sorsero Società di Mutuo Soccorso, Unioni Operaie, Cooperative, si riordinarono e consolidarono istituzioni come la Misericordia e vari istituti di beneficenza.

Si ringrazia il blog SestoSguardo, da dove ho prelevato questo blog

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